( numero sette )

bonóra al marcà e tardi ala guera

sabato, 19 agosto 2006

Attenzione: post cieco

Qualche mese fa sono andato con gli amici in un piccolo paese, nelle montagne qui vicino. Era un giorno di festa e cercavamo quella bella osteria che faceva i panini con la soppressa. Quella bella osteria piaceva a tutti, con quel camino aperto in mezzo alla stanza e le panche che gli girano attorno e che danno su finestre spesse così. In queste zone si usava costruirli in questo modo. Non so da altre parti. Comunque è una delle più belle invenzioni dell'uomo, dopo il fuoco e l'allevamento dei suini. Se poi fuori c'è la neve allora non ci sono proprio parole per dire quel senso di dentro che ti dà. Dopo i maglioni restano impregnati di fumo a vita, ma insomma.
L'osteria però non era più osteria pane e salame, era vigliaccamente diventata ristorante piatti tipici (pizza anche a mezzogiorno). Non c'era più neanche il vecchio vecchissimo che tagliava le fette di cinque centimetri perché era buono, magnanimo e non ci vedeva. Ma ormai eravamo là e ci siamo adattati. Siamo tipi che si adattano spesso. C'era parecchia gente. Abbiamo aspettato un po' prima di essere serviti, non importa, come dicevo, siamo persone che non si perdono d'animo e si mangiano tranquillamente tutto il pane, i grissini, il pane scuro, i grissini degli altri tavoli e, come ultima risorsa, anche quelle zattere di cereali che ti danno il gusto e la soddisfazione del compensato. Una coppia di cinquantenni dietro di noi invece brontolava per l'attesa. A un certo punto è arrivata una ragazza per leggerci il menu. Non era italiana, veniva dall'est credo, ucraina, moldavia, russia, gorizia, chissà. Correva di qua e di là tutto il tempo. Insomma appena ha cominciato a recitare gli antipasti, quelli dietro si sono alzati e tutti indignati hanno preso la porta. La ragazza li ha guardati, poi ha ripreso il filo, ha perso il filo, l'ha un po' ingarbugliato, ci ha fissati, si è fermata. Ha provato a restare immobile, ma deve aver superato il punto di rientro, si è definitivamente incagliata e si è messa a piangere. Piangeva sul blocnotes del menu, in silenzio, compostamente. L'abbiamo guardata come abbiamo guardato il vecchio che non c'era più, il panino che non ci davano più, il mangiare attorno al camino che non si poteva più e tutta l'osteria che non c'era più. Ma cazzo. E' tutto sbagliato, è tutto da rifare. Sbagliate le zattere, sbagliati i tavolini, sbagliato, sbagliato. Poi la ragazza è sparita dentro le cucine e quando è tornata l'avevano tutta sbagliata anche lei.
Io volevo dire, volevo dire delle robe, volevo dirle perché pensavo che rimettevo tutto a posto io, che avevo un sacco di idee e tutto tornava bello. Invece ovviamente ho mangiato gli gnocchi. Al ragù.
Alla fine faccio sempre solo questo, all'infinito, mangiare gnocchi.
A volte, non so se avete presente, quando ti si smalta il boccone in gola che non riesci neanche a respirare. Ecco.
prodotto da zoca, blogger in Sbardella dal 2004
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Commenti
#1   19 Agosto 2006 - 17:33
 
quindi poi alla fine nemmeno l'ostessa era più la stessa.
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#2   19 Agosto 2006 - 17:36
 
scusa eh, ma questa cosa dell'ostessa ce l'avevo in canna da troppo. del resto se non sputtano il mio demenzialismo di diciannove agosto, quando lo faccio, quando c'è il controesodo?
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#3   19 Agosto 2006 - 19:16
 
lo dico sempre io che il mondo è una tana di ladroni e il male ha spezzato le catene.
anmic
utente anonimo

#4   19 Agosto 2006 - 19:17
 
e mi hanno rubato le chiavi del blog, oltretutto.
utente anonimo

#5   20 Agosto 2006 - 01:43
 
Insomma nemmeno gli gnocchi sanno fare! Che sono, tipo quelli confezionati che sembrano vinavil?
Guarda, da me ti posso offrire una piadina con crescenza e prosciutto crudo. Il camino non ce l'ho, però il coperto non lo paghi.
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#6   21 Agosto 2006 - 10:03
 
ma come erano 'sti gnocchi al ragu? mi hai fatto venire voglia di gnocchi, nonostante la tristezza del post, ma io vorrei fare una domanda a trabocchetto: i prezzi, erano gli stessi?
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#7   21 Agosto 2006 - 14:32
 
valà che io avrei la stessa idea, poi pero' nel mio palazzo seminuovo il sabato pomeriggio viene una sciura di 73 anni a pulire le scale.. e se devo passare mi sento male e faccio 4 piani cammindando sulle mani, e se fai notare alla padrona di casa che insomma un sabato o l'altro qualcuno dovrà chiamare l'ambulanza, lei ti risponde che ne ha bisogno per vivere di quei 35 euro la settimana...bhè pure io la mia idea di far stare a casa la sciura e farla riposare davanti al camino con lo scialle sulle spalle, me la metto in tasca. che dici se la presentiamo al vecchio del salame? magari è in pensione e cerca una fidanzata....

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#8   21 Agosto 2006 - 16:53
 
invero rende proprio l'idea del boccone che ti si smalta in gola e non fa respirare.
post molto bello.

cosima
utente anonimo

#9   23 Agosto 2006 - 17:17
 
Aiuto. Mi si è chiuso lo stomaco, a me, qui, figurarsi lì a viverla. Le hai dato un fazzoletto?
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#10   24 Agosto 2006 - 17:01
 
E' la terza volta che leggo il post ed è la terza volta che mi viene il magone. ecco.
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Commenti