Allora oggi si fa questo brainstorming no, si fa un po' il punto tutti insieme ok, se qualcuno ha un'idea la tira fuori. Intorno a un tavolo, col marketing, il consumer e il corporate, tutti ragazzotti svegli, giovani, reattivi. Op op op, a Mantova facciamo quella cosa la', tu senti l'agenzia per Verona, se ci fa un qualcosa di vivace pero' stavolta eh, mica le solite menate, che li paghiamo per fare i creativi, Bologna la segui tu, Trieste quest'anno la facciamo o non la facciamo? E se ci portiamo due demo dei prodotti business? Non sarebbe figo? Si' sarebbe, ma Venezia, a Venezia a che punto siamo? Cosi' vengono fuori le idee, l'albero delle idee diobono siamo noi, il culo gli facciamo agli sfigatoni la', ma hai visto i report? E viene fuori anche chi ha voglia di fare, chi riesce a trovare quel qualcosa in piu', chi scova il valore aggiunto, chi copre il delta, chi trova occasioni. Perche' e' importante vendersi bene quello che si fa, all'esterno certo, ma soprattutto all'interno. Questo ricordatevelo sempre, ovunque andiate a lavorare. Soprattutto nel marketing e nella comunicazione, prima di tutto devi pensare all'immagine che dai ai tuoi. Quindi bisogna sfruttare al meglio occasioni come questa. E poi, e poi si fa gruppo no, testina, si lavora in team, ci si conosce meglio. Infatti siamo tutti di buon umore, simpatici, accelerati. C'e' questo ragazzo in fianco a me, anche un bel ragazzo devo ammetterlo, elegante, ben messo, rampante, sano, cosi' a vederlo, padano, razza piave. Ragazzi, e chi lo tiene, e' una fucina questo qui. Parla un sacco e fa le battute. Mi ha anche spinto un paio di volte sulla spalla, per farmi capottare dalle risate. Io invece ero partito bene, poi nel corso della riunione mi sono spento, mi sono rannicchiato in me stesso, avulso dal mondo intorno a me. Ahi ahi, perdo terreno. No aspetta. Dopo mezzora anche il mio compare si rabbuia, perde tono. Anche lui ha bisogno di una "pausa".
Usciamo tutti e due e andiamo verso il bagno. Ci guardiamo con aria svagata, come se volessimo depistarci. Davanti alla porta della toilette, porta le mani alla tasca interna della giacca e dice atch mi sono dimenticato una cosa di sotto, e se ne va. Si' si'. Lo so che vuole la sua intimita'. Anch'io, francamente. C'e' chi non si fa problemi se ci sono altre persone, ma io preferisco appartarmi. Voglio dire, poi nel giro i tre minuti lo sa tutta l'azienda. Tric trac, faccio, controllo di non lasciar tracce, esco noncurante. Ci incrociamo di nuovo mentre torniamo verso la sala riunione, ha lo sguardo pensieroso, ma appena mi vede sorride complice, rientriamo brillanti, leggeri, scattanti, concentratissimi.
Dopo un'ora e' finita, ognuno al suo ufficio. Mi e' svanito l'effetto, e' tornata quella brutta sensazione, muovo la gamba nervosamente. Cazzo, ho bisogno di un'altra "pausa". Se torno in bagno adesso, si accorgeranno? Non importa.
Esco e in corridoio ritrovo il mio amico che ride e fa lo splendido, e' ancora su, guardalo come sta alla grande il bastardo.
Beato lui che gli e' passato il cagotto. Oh comunque, l'influenza intestinale quest'anno e' terribile.
