In bilico tra voglie di nostalgia e desiderio di lasciare tutto intatto, un desiderio.
In attesa di uno spiraglio, un abbaglio, un pertugio, un indugio, una falla, una burella. Un permesso, una buccia di banana.
In cerca di un tratturo, un canovaccio, un architrave, un muro, un braccio, su cui voltare quattro idee, messe a pendolo, a chiuder l'angolo.
In virtu' di un passepartout, un salvacondotto, con cui entro ed esco dagli stanzoni, dalle sale, dagli androni delle vite parallele.
In contrasto coi drappeggi, coi tendaggi, l'arte e gli acari in soggiorno, io mi siedo in disparte, vi chiedo la cortesia di un pensiero disadorno. Lo sorseggio con plaisir.
In odor di prime rose, secondi fini, terzi incomodi, quarti di bue, quinti posti.
In barba a questo tempo gocciolante, a tutto il quarzo nei tombini, alla premura, a questo marzo che non dura, come altre care cose, ma neanche tante, una o due.
In presenza di un'assenza, in mancanza di un'essenza, in periodo di astinenza, di magra, stanca carestia chi vuol esser lieto sia, solo oggi e' roba mia.
In campagna elettorale, nomi antichi ancora in lista, in lizza, in corsa, in campo, in testa, sua eccellenza, mi consenta, tre cossutta, pippofranco, pizza, fichi, la dicenta, in combutta, ladro, falso, stronzo, frocio, comunista.
In sostanza mi dissocio, io dissento, scusate non mi sento mica tanto. In pratica, in teoria, in principio, in fondo, e sia. Prendiamo in esame, in mano, in giro, in culo pure a volte, e poi mettiamo in conto, in croce, in fila, in culo pure a volte. Andiamo in ansia, in pace, in compagnia. In anni anni e anni. In vino veritas e allegria.
In realta' ci sto provando, a modo mio, a stare serio; ma non ci riesco a fare senza, e ormai chissa' se in rima e' in vacca o passa ancora differenza. Fatico ad adattarmi, tenere il tempo, a stare in equilibrio. Ma e' primavera.
