Ho un amico che si chiama Nove. Nove è uno di quegli amici che a volte ci sono e a volte no, e le volte che ci sono è quando va bene a lui. Ce ne sono di amici così, e per me non c'e' problema. Io amo le convergenze e le coincidenze, ma apprezzo anche i rapporti d'occasione, i baratti e le spicciole convenienze. A volte col tempo nascono cose. E' simpatico, comunque, e direi che, in fondo, siamo buoni amici. E poi è pure molto forte, lì in attacco ci serve proprio, anche se non la passa mai. Ma i bomber, si sa, devono essere un po' egoisti.
Un giorno, mentre sono ancora lì in spiaggia ad asciugarmi dopo tutte le onde, vedo in lontananza qualcuno che parla e ride con qualcuno.
Qualcuno, qualcuno cosa fai?
Non dico niente, neanche questa volta, anche se non sorrido più, mi pare di sapere cosa mi deve dire, ma ha le alghe in faccia e mi fa schifo sentire.
Sono passate due settimane dalla cena in famiglia, sono in terrazzo e respiro a fondo. E' una bella serata, l'aria tiepida, fumo piano. In cortile, giu' in fondo, si sentono dei gatti che urlano. Litigano o fanno l'amore, non si capisce mai coi gatti. Dicono che dopo l'accoppiamento la gatta sia parecchio risentita col maschio, ma nessuno della famiglia Angela mi ha mai spiegato il perche'.
Sento un grande peso sulle spalle, mi volto. Vedo sulla schiena un sacco pieno di grosse, grosse pive.
Oggi l'oroscoparo ha la luna storta e gli ascendenti girati e quindi andra' in onda una scheda informativa sull'Ariete a cura della redazione.
Questo e' il simbolo dell'Ariete, detto anche "il genio della casa". L'Ariete e' un segno di fuoco. I segni di fuoco puliscono e disinfettano ogni angolo della casa grazie alle alte temperature, hanno quasi sempre da accendere e sono molto simpatici e dalla battuta pronta (da cui il detto scherzare col fuoco). Gli altri segni di fuoco sono Leone e Sagittario, ma meno. I segni che appartengono a questo elemento denotano un entusiasmo che il resto dello zodiaco, per quanto ci provi, fatica a stroncare.
E' un segno maschile (con gli altri segni di fuoco e aria), cioe' rappresenta energia aggressiva e sicura di sé. Quindi un Ariete da Zara o da Mango e' li' solo ed esclusivamente per piantare casini o provarci con la commessa.
Segno: cardinale (per questo a volte vi fischiano)
Giorno: di riposo
Pietre: ghiaia del Piave
Colori: 16 milioni
Fiori: rose congelate (rosa findus)
Erbe: coste, verze
Metalli: ghisa
Essenze: sandalo
Animali: muflone, pecora, capra, montone.
Ricky gira per Manhattan da due giorni. Il giorno dopo ripartirà, con la corriera che parte da Chinatown. Chinabus li chiamano, sono un’incognita ma costano poco. A volte Ricky fa queste cose, poi se ne pente. Odia controllare che nessuno si prenda la sua valigia quando è salito e il vano portabagagli è ancora aperto, davanti alla ressa di chi è rimasto giù. L’autista poi parla una lingua tutta sua, e una volta bordo non si è mai tranquilli. Anche questa volta si domanderà se bi-bo-ba-bo-bo-bi vuol dire che a Baltimora si può scendere a pisciare.
La prima volta che è venuto a New York, il Chinabus aveva 4 ore di ritardo, l’aveva lasciato in piena notte in strade deserte. Era febbraio e c’era la neve, si era congelato una mano per tirare il trolley. All’ingresso della metro due ratti erano corsi via. Ricky aveva paura e il cielo sopra di lui sembrava una grossa scarpa.
Ma adesso è primavera, c’è il sole e un vento pulito. La mattina Ricky si è svegliato schiarito e ha fatto la sua colazione di carta a Central Park, prima di imbucarsi al TimeWarner. Sta cercando qualche idea, qualche bel negozio, un aggeggio simpatico, qualcosa da regalare alla sua ragazza che tra poche settimane rivedrà. Entra nel flagstore di un grande marchio di elettronica, dissimula interesse verso i ritrovati della tecnologia, fa anche un paio di domande curiose, ma in realtà cova il segreto proposito di controllare la posta a sbafo. Sta pensando quanto è bello il verbo fake, più appropriato di pretend.
In Italia manca una parola così. Ma non il concetto. “Non è bello per niente, a pensarci bene”.
Intanto sei schermi giganti appesi alle colonne proiettano la sua immagine, davanti, dietro, di profilo. Ricky si chiede a cosa serva, se ha senso. Si infastidisce, non si ritrova. Lo disturba non tanto vedersi sul monitor quanto vedersi riflesso, scomposto in pose senza senso. “Cos’ è quello? Il mio culo? – pensa – cosa ci fa in onda? Il mio culo sono io!”. I cristalli liquidi lo fanno sentire improvvisamente in colpa. “Ma anche quello sono io?”.
Manca da casa da qualche mese ormai, tra poco tornerà.
Apre la posta, troppe mail. Ne legge solo una, quella sbagliata. E’ piena di parole lontane, dolci, ma non doveva toccarla. Si aprono altri file dentro di lui.
Ricky esce e scende verso Soho in cerca del regalo per la sua ragazza. Ricky cammina sulla Quinta e non si fermerebbe mai, Ricky passeggia sulla Broadway da esiliato, Ricky mangerà dal cipriota anche questa sera, Ricky compra un regalo, piccolo piccolo, molto grazioso, Ricky compra anche una borsetta rossa, bellissima, carissima.
Presto tornerà a casa. Una sera farà una sorpresa alla fidanzata, una cena, un pensierino, tante piccole parole.
Passerà del tempo e ogni tanto, quando aprirà l’armadio, Ricky vedrà una borsetta rossa. E allora penserà ai monitor e ai Ricky liquidi che non sono ancora tornati, si chiederà se qualcosa, per risparmiare, non abbia viaggiato col Chinabus e si sia perso da qualche parte. E si risponderà, ogni volta, bo-bi-bo-bo-ba-bi.
Sunset Boulevard
Non si sistema niente, anche quel galantuomo del tempo non riesce a ricomporre la situazione. Mi pesa. Non mi è mai successo e mi sembra di sentire un'ombra costante, un motivo di tristezza. Però c'è Gaia, ed è difficile spiegare come stiamo, come stiamo bene voglio dire. E non penso di parlare solo per me, facendo supposizioni. La vedo e la conosco, so quello che vedo, e credo a quello che mi dice. Passiamo molto tempo insieme. Mi cerca, mi parla moltissimo, mi si ingelosisce anche, e mi fa discorsi pericolosamente proiettati su una vita futura. Ma io so come prenderla, tutto sotto controllo.
Una sera mi invita a cena. A casa, con la sua famiglia. I suoi genitori li conosco, ma da amico, adesso è tutta un'altra cosa. Vado. Passo una piacevole serata, anche se quando ci ripenso, adesso, noto che ci sono dei particolari, dei dettagli con una patina onirica. C'e' una ragazza, ha la mia eta', che fa tutto il cortile e mi viene incontro. Mi dice "Giuseppe, tu sei Giuseppe". Io la guardo perplesso. "Io sono la Madonna - ride - non ti ricordi?". "Ehi, certo, siediti un secondo dai, adesso beviamo un po' d'acqua", la invito. Poi mi spiega che eravamo all'asilo insieme e a una recita lei faceva lamaria e io peppino, ha ancora le foto, che robe, che storie, pensa te. A me pare di essere cambiato in questi ventanni, morfologicamente proprio. Pero' si vede che ho conservato il physique du rôle.
Quando ce ne andiamo, insieme, Gaia e io, la sento fare di nuovo i discorsi come le onde del mare, sempre più grosse e lunghe e penso adesso arriva, adesso questa arriva qua, da me. Infatti mi prende, vado sotto, sparisco. Riemergo dall'apnea con tutti i pensieri bagnati, tutti a galla, ma uno un po' più in là, uno più in qua, uno rovesciato. Mi porto la mano alla faccia, come sempre uscendo dal mare, coprendo la bocca e il naso. Non dico niente, ma sorrido, mi pare di sapere come parlare ma mi investe un'altra onda e non lo so più.
Uno studente
si dondolava
sopra il filo di una ragnatela
e un bel di', stufo di far niente
ando' per uno stage
in quella di Milan
Un laureato
si dondolava
sopra il filo di una ragnatela
e ritenendo di fare l'emigrante
ando' per uno stage
in un paese un po' piu' in la'
un questuante
si dondolava
sopra il filo di una ragnatela
ma inviati i c.v. a un po' di gente
ando' per uno stage
nel posto dove sta
uno stagista
si dondolava
sopra il filo di una ragnatela
e una collega in stato interessante
libera una sedia
per la maternita'.
e lo stagista
si dondolava
sopra il filo di una ragnatela
ma ritenendo di non esser deficiente
questa ragnatela
prima o dopo cedera'.
Se lo abbandoni il bastardo sei tu.
L'altro giorno ero in macchina col collega De Puzzis, si facevano quattro chiacchiere perché il viaggio era lungo.
DP: ... e insomma la macchina nuova mi arriva a ottobre. Hai presente qual è no?
7: Veramente no, non è che ne capisca molto di macchine.
DP: Come? Non ti piacciono?
7: No, non particolarmente. Solo da fuori, da fuori sì, ma del dentro non so niente.
DP: Ah (sguardo complice) sei uno di quelli che gli piacciono le moto.
7: No, neanche quelle.
DP: Eh! (Incazzato) Ma te, non ti piacciono le macchine, non ti piacciono le moto e allora cosa fai nella vita? (Sconsolato) Non ti piace niente.
La situazione si stava complicando, ero palesemente inadeguato per la conversazione e non c'era modo di uscire dal vicolo cieco. Mi sono sentito in colpa per il mio ostruzionismo imbelle. Per fortuna mi ha teso una mano, salvando così l'atmosfera dell'abitacolo.
DP: Almeno mangiare ti piace?
7: Sì, quello sì. Tanto.
Ed è vero. E' difficile da spiegare ma poi mi piace anche fare questa cosa qua:

Oh! Finalmente vi siete sbloccati, avete fatto uscire quello che avevate dentro, e pazienza se questo ha causato disagi a tutto lo zodiaco e alla rete fognaria. Va bene cosi'. Siete ancora convalescenti pero', questo week end state traquillini, concentratevi e fate un po' di meditazione. Nella pace e nel raccoglimento, cercate il vostro io interiore. Quando lo trovate appioppategli un ceffone ben assestato. Lui sa perche'.
Amore. Non commettete ingenuita' e lasciate perdere le chincaglierie romantiche. L'amore non e' piu' un sentimento, mettetevelo in testa, e' un'opzione del piano telefonico. So quello che dico. E' stato comprato dai gestori, te lo attivano senza richiesta e spendi un capitale. Fate delle verifiche sulla vostra tariffazione e amate responsabilmente. Si raccomanda ai maschi di non tenere l'oggetto del vostro amore vicino ai genitali. Se possibile, amate con l'auricolare.
Il consiglio degli astri. Date assicurazioni a un Toro, non scornatevi con i Capricorno, non mettete in imbarazzo una Vergine, non curatevi dei Pesci in barile. Se incontrate un Leone a Bologna offritegli un lambrusco.
Non so come dirlo a Pinzio. Ci vivo insieme, è mio fratello, ma non so come dirlo. Poi la cosa è appena successa, può anche essere che non se ne fa più niente. E se Gaia dice basta così grazie? Ma non posso non dire niente. Allora decido di partire da lontano, come il coguaro. Una sera gli dico, intanto, che sono innamorato di Gaia pure io. Come entrè. La stanza si fa stretta stretta, sembra che ad ogni movimento ci sbattiamo contro coi gomiti e le ginocchia. Si sente un rumore di vetri rotti, frantumi di cristalli interni, e dopo il silenzio. E anche adesso, noi, è come se non fossimo ancora usciti da là. Nei giorni che seguono io continuo a parlargli, a chiamarlo, provo a sentire quello che ha da dirmi, ma, con me, è disabitato, un involucro. Non mi è mai accaduto con nessuno.
A noi, questo a noi! Ma dai. Una cosa così stupida e banale, amici
divisi da una ragazza, cos'è non c'erano i soldi per imbastire una trama originale?
Noi a 15 anni eravamo insieme a casa Freeman, noi abbiamo fatto un buco grande così nel muro in cartongesso della soffitta e poi lo abbiamo nascosto con un orsetto di peluche. Incastonato là col culo, l'orsetto portante.
Dieci anni dopo eravamo sul tetto insieme, quella sera che non volevo più tornare a casa. E anche la notte che ripetevi ossessivamente I beg your pardon a tutti quelli a cui inciampavi contro, prima di lasciarmi un paio di affresconi sui muri di casa.
Cerca di capire, cosa posso fare. Io quella sera te l'avevo detto, un po' detto, forse sembrava che si scherzava ma comunque tu l'hai sempre saputo che era così.
No, hai ragione, dovevo dirtelo meglio. Scusa. E adesso che facciamo? E anche se te lo dicevo prima? Cerca di capire.
Ma Pinzio non cerca per niente di capire, si è rotto tutto e lui fa
brillare i ponti così che non si possa tornare indietro.
Nonostante Gaia, ne soffro molto. In questo periodo Pinzio ha anche stretto un forte, e preoccupante, legame con Madame, che diventa la sua confidente. Io con lei sono rimasto in cordiali rapporti, anche se, dopo il due di picche cortesemente elargitomi, da qualche mese ci sentiamo molto meno. Un pomeriggio le racconto le novita', lei prende le parti di Pinzio, inizialmente con aria distaccata, poi in un escalation di violenza, parte lancia in resta, mi dice che non se l'aspettava da me, straparla con argomenti non veri o che non spetta a lei affrontare, mi chiede che persona sono diventato, poi implode, si mette a piangere e non parla piu'. E questa non l'ho proprio capita.
Ah. Questi maledetti luoghi comuni, stupidi archetipi, sono arrivati qua e si sono messi a comandare, pensano di essere a casa loro, i topos. E tutto ha cominciato a diventare retorico e a fare cancrena. Lui, lei, l'amico, la madama.
Questo succede quando ti metti a giocare con le carte di Propp e ti capita una mano sbagliata.
Come scambiare
La sinistra e la destra.
La palestra e tu sei stanca
guardo i fiori alla finestra
i colori, e quello che ti manca,
il pensiero di vetro
nella testa la' dietro.
Neanche me lo dici
amici, o quello che siamo
ti amo, andiamo
che parole che usi
senti le viole,
senti a occhi chiusi.
Lo so non e' importante
le piante, robe come tante
Come cosa me ne frega
e' quello che ci lega!
L'albero e' duro da capire
non vedi l'avvizzire
il giorno che non credi
e' morto la', in piedi.
Dietro i fiori sul balcone
dalle bocche di leone,
oltre il vetro puoi vedere
le cose finte, le vere.
Sei stanca, si' la palestra
ma ai fiori alla finestra
tu non gli dai da bere.
A volte gli dico alla vita: "Vita, oh, vita, la smetti di farmi fare un passo avanti e uno indietro?". E lei ogni volta mi prende in disparte e mi risponde con duro cipiglio: "Guarda che non e' una corsa, non rompere le palle e impara a ballare". La fa sempre facile lei.

Salve a tutti.
Ogni tanto penso a quando avevo problemi di cuore, a quando ai problemi di cuore mi si sono aggiunti dei problemi scomposti, poi ricomposti in anestesia totale, a quei giorni corti e schiacciati, passati a cercare una soluzione con dati e indizi parziali, sbagliati, distorti. Quando interrogavo tutto, guardavo negli occhi, tra le righe e sotto il tappeto per non trovare altro che la mia ostinazione. Sono stato tanto sciocco in vita mia. Mi facevo domande per salvare tutto quello che avevo, senza neanche volerlo, solo per paura, solo perche' non avevo il coraggio di aspettare e di credere a quello che non c'e'. Ogni tanto ricordo quei momenti, guardo i contorni, i colori, e ci vedo tanta luce, luce diffusa e tiepida. E penso che ero felice, in fondo.
Forse anche adesso sono felice, solo che ancora non lo so. Quando si e' felici non si e' quasi mai contenti, bisogna aspettare la retrospettiva.
Ho fatto due conti. Il tempo di diventare plurimilionario (quanto ci vorra', un anno o due, quello che e' insomma, senza fretta), e poi mi compro una casa qua e una nell'altro emisfero (Argentina o Punta del Este, Uruguay) e poi sul mio impero non tramontera' mai il sole. La mia patria sara' l'estate. Alla facciaccia del dio della pioggia di cui sotto.
Oggi niente fogliettone, comunque e' il compleanno di Pinzio. Tanti auguri. Per lui pero' niente canzone.
Quando c'e' qualcosa da fare, da andare da qualche parte, quando tutta la settimana e' stato bello, quando sei gia' d'accordo, sicuramente il weekend piovera'. E' certo. Piovera' tutto il giorno, con allagamenti ed esondazioni. Quello della pioggia e' un dio che castiga, invidioso, che nessuno lo caga, a lui, e il sabato sera e' a casa da solo a giocare alla playstation. E c'e' il suo signor perche'.
Qualche giorno fa, e non chiedetemi precisamente quando che non e' questo il punto, ho visto un pezzettino di un programma su La7. Non so che senso avesse ne' cosa si proponesse di fare, pero' era piacevolmente assurdo. C'era una serie di scimmioni, pero' questi primitivi non erano li' cosi', come le gazzelle, erano un racconto in prima persona di uno di loro, una specie di fiction. Con frasi tipo "il maschio e la femmina si frequentavano da circa due lune"... Robe da pazzi. Comunque dopo un po' ti appassionava la storia dell'homo sapiens perdutamente innmamorato della donna neanderthaliana. Un amore impossibile, cosi' diverse le loro origini, il loro ambiente. E li' il dramma. Non possono procreare. Geneticamente impossibile dice. E l'australopiteco col mutuo sulla caverna, il figlio della sciamano che frequenta brutte compagnie. Guardandolo mi sono infastidito, e tutto sommato non me ne capacito. Perche' stamattina mi e' tornato in mente ed e' una zattera di fortuna fino al caffe'.
Vorrei scrivere un ringraziamento ad albaviola per il graditissimo contributo nei commenti all'ultima puntata del feuilleton. Veramente un bel regalo. Grazie.
Ieri mi hanno emozionato, un po', anche il piano e la fisarmonica che accompagnavano la serata di Juan Antonio Estrella. Però qua adesso la cosa sta prendendo una brutta piega, perché io alla fine non sono mica uno così sensibile. Per esempio, adesso mentre scrivo questa riga sto ruttando e mi gratto con le chiavi di casa.
Settimana abbastanza barrosa, grazie, comunque in fin dei conti inutile lagnarsi se e' la nostra incertezza la causa della nostra condizione. E poi, come dico sempre, inutile piangere sul latte macchiato.
Amore. Un po' stancante questa cosa della distanza, non trovi? Si', a volte si'. Vogliamo fare qualcosa? No. E perche'? E fatti i cazzi tuoi. E poi scusa chi le fa le domande qua, uno legge l'()r(o)sc0p0 per avere risposte mica domande. O no? Si' vabbeh, era per avere un po' di collaborazione, chetticredi anche quelli che fanno l'(o)r0sc()po a volte si sentono soli, vorrebbero essere rassicurati.
Il consiglio degli astri. Stasera potresti andare a sentire cosa dice Juan Antonio Estrella sul suo ultimo libro, e poi svaccare la serata con gli amici. Domani potresti riempirti come un otre a Udin e lo farai sicuramente ammenoche non tocchi guidare proprio a te. In quel caso, casco ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre. Cio' vuol dire che vaccaboia saranno tutti ciucchi come asini e tu riderai un 50% in meno.
Fine settimana allegro e spensierato, bello proprio, vi metterete alle spalle le amarezze della settimana, le bollette salate e vivrete momenti dolcissimi, zuccherosi, persino melensi. Sempre che non abbiate fatto di nuovo confusione coi barattoli.
Amore. Fine settimana scatenato. Le stelle promettono cose mai viste. A livello di zum zum. Com'e' bello far l'amore da Trieste in giu'. Zum zum. (Se state a Monfalcone e' ora di trasferirvi).
Il consiglio degli astri. Attenzione ai Gemelli che attaccano bottoni (ipocriti), non calpestate i sentimenti di un Pesci e non calpestate neanche gli Scorpioni. Fate vostro l'antico adagio latino tibi valet id quodlibet quoque bernacca.